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lunedì 16 aprile 2007

UNICEF: MISSIONE "INTERNET SICURO"

Microsoft Italia e Unicef Italia, in collaborazione con la Polizia Postale e con il patrocinio del Ministero delle Politiche per la Famiglia, hanno dato vita ad un progetto finalizzato a garantire una navigazione sicura a milioni di bambini e adolescenti con grande sollievo per i genitori. La "Missione Internet Sicuro!", questo è il suo nome, si rivolge a un migliaio di scuole secondarie di secondo grado italiane e coinvolge studenti, insegnanti e genitori.
Viene proposto un gioco educativo: un cruciverba che aiuta i ragazzi delle classi prima e seconda, attraverso domande e risposte del cruciverba, a comprendere rischi e opportunità del web; questa prima elementare fase sarà approfondita dai docenti, con percorsi formativi gratuiti e materiale multimediale.
Le classi che hanno risolto il quiz, e identificato la parola chiave del cruciverba partecipano fino a giugno al concorso online: sono in palio due dei dieci computer offerti da Microsoft .
Il progetto ha incontrato l'approvazione del Ministero delle Politiche per la famiglia che ha letto in esso la volontà di "avvicinare il mondo degli adulti a quello dei più giovani"attraverso i mezzi di comunicazione tecnologica, tenendo conto della necessità di approntare le misure per un consumo consapevole e informato .
"Bisogna fare attenzione quando Internet viene usato come strumento per amplificare problemi della società - spiega Marco Comastri, Amministratore Delegato di Microsoft Italia - va cambiato il modo in cui i bambini possono usare certe informazioni, come ad esempio pubblicare immagini o video, e vanno aiutati gli stessi educatori a spiegare come utilizzare al meglio le potenzialità della Rete".
"Internet è sempre più diffuso e aumentano i rischi - nota Antonio Sclavi, Presidente dell'Unicef Italia - ci sono messaggi che possono carpire l'interesse del bambino e portare ad azioni di pedopornografia. Con questa iniziativa si vuole perciò rafforzare la capacità dei bambini e degli adolescenti di leggere e capire bene i messaggi. Comprendere i rischi, ma anche le opportunità della rete. E garantire tutele".
Da sottolineare in termini di protezione il difficile e tenace lavoro che sta facendo la Polizia Postale" che allo stato attuale ha analizzato più di 250mila siti; di questi ne ha chiusi 155, denunciando per pedofilia online più di 3500 persone.
"Lo scambio, il commercio, la diffusione di materiale pedo-pornografico sulla rete internet - ricorda Marco Valerio Cervellini, responsabile per la Polizia Postale e delle Comunicazioni dei progetti di educazione alla legalità e navigazione sicura dei minori sulla rete internet - hanno evidenziato la necessità di adottare una serie di comportamenti a livello familiare per ridurre i rischi". Da www.repubblica.it

GIU' LE MANI DAI BAMBINI!!!!!!!

La notizia arriva da Faenza, in provincia di Ravenna. Non riusciva a imparare a memoria alcuni versi del Corano. Per questo il padre la picchiava con una scopa e con schiaffi violenti, tutte le volte che, tra le mura di casa, la interrogava sul testo sacro islamico. Lei, undicenne, si sforzava di ripetere a memoria quei versi cui papà teneva tanto, sapeva che non poteva leggere ma solo dire a voce, senza guardare quei fogli dove stavano scritti. Peggio di quando la interrogavano a scuola: lì almeno poteva sbirciare, a volte, sulle pagine del libro aperto, al massimo la prof le diceva di non guardare; oppure c'era sempre una voce sommessa che le suggeriva qualcosa, almeno l'inizio della frase che doveva dire. Ma qui no, a casa non era permesso. E papà stava lì di fronte a lei, ad urlarle addosso, sempre più forte ad ogni errore e ad ogni prova fallita. Si sentiva come in gabbia: a volte aveva persino paura di fiatare.Ma più che papà erano i suoi violenti schiaffi, ma soprattutto era la scopa a metterle il terrore; e quei colpi decisi, che sapeva le avrebbero fatto sentire ad una ad una ogni vertebra, ogni costola, come se le toccasse..e quei dolori atroci che le toglievano il respiro...Dolore e paura, sempre. Sempre sulla schiena la colpiva, sempre lì, perché ogni volta che il braccio del papà partiva, per difendersi, si voltava e stava rannicchiata su se stessa come una chiocciola che cerchi inutilmente riparo nella sua conchiglia. "Come si conviene a ogni bambino musulmano" le urlava il genitore "devi ripetere senza leggere!!!". E questo da due lunghi mesi...Ma non le riusciva. Per quanti sforzi facesse non riusciva a ripetere quelle parole a memoria.

Il padre, marocchino, è stato condotto in carcere con l'accusa di lesioni aggravate e ripetute. E la piccola, sostenuta da quello zio che aveva avvertito i carabinieri, ha trovato il coraggio di raccontare tutto: aiutata da uno psicologo e da un interprete, ha raccontato la storia di quelle violente lezioni di Corano.
Grazie all'avvocato difensore dell'uomo il padre ha già ottenuto gli arresti domiciliari. "È molto affranto e dispiaciuto - dice il legale - ha chiesto in continuazione dei suoi figli: se stavano bene, se avevano il denaro necessario per vivere. L'uomo, avendo un lavoro stabile, sente la necessità di tornare alla propria occupazione, per garantire il sostegno economico alla famiglia". Certo, dico io, un bambino deve avere di che cibarsi, ma ha bisogno di altre cose, che a volte contano più dell'avere una tavola imbandita, no? La mia mamma diceva sempre: un piatto di minestra a cena è sufficiente per fare dormire tranquillo lo stomaco; serenità, un abbraccio, una carezza, un bacio sono sufficienti a fare dormire tranquilla l'anima. La bambina ora è temporaneamente affidata allo zio.

GIU' LE MANI DAI BAMBINI!!!!

Sono sconvolta da una notizia che apprendo ora dal sito www.repubblica.it : una ragazzina di 13 anni si è uccisa gettandosi dall'ottavo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI di Taranto. Se ne è andata così, senza lasciare nessun messaggio che possa far capire; anche se sinceramente non credo ci sia molto da capire, stando alle parole di don Ferdinando Noto fondatore dell'associazione onlus "Meter": "Il suicidio di questa bambina, innocente e pura, somiglia alla cronaca di una morte annunciata, una martire della pedofilia che piangiamo con grande dolore. Ci rivolgiamo agli uomini di buona volontà del governo e dell'opposizione, a Rutelli, a Fini, ad Amato, che hanno sempre speso parole importanti contro la pedofilia, affinchè si capisca che questa continua emergenza deve finire insieme ad un'indulgenza verso chi commette crimini così orrendi".
A quanto sembra, ma non è sicuro, aveva qualche problema di carattere psichico e per questo, sei mesi fa, un giudice minorile aveva disposto che fosse messa in un istituto: aveva bisogno di essere seguita, guidata, sostenuta; non poteva rimanere fra le mura domestiche in quanto la situazione economica disagiata, in cui versava la famiglia, non le poteva garantire l'assistenza adeguata. Ma l'istituto non si è dimostrato in grado di gestire la situazione, anche perché nel frattempo la ragazzina riesce a parlare di abusi sessuali subiti e a sporgere denuncia. Le indagini erano ancora in corso.




E ora chi ha abusato di lei sarà libero di circolare indisturbato fra la gente, senza pagare per i suoi misfatti: al suo posto ha pagato ancora una volta una bambina innocente!!! E sono con don Fortunato quando conclude dicendo: "Se ci fosse stata una rete sociale più attiva (e disposta ad amarti, piccola - aggiungo io) forse questa bambina ora sarebbe ancora viva e quello che chiediamo è che parta una campagna di prevenzione e di assistenza che sia efficace e che consenta di intervenire a sostegno di tutte quelle organizzazioni sociali capaci di garantire assistenza alle vittime"

Ho voglia di salutarti così, piccola, te e tutti quei bimbi che ogni giorno muoiono, fisicamente e nel cuore, per mano di "mostri"che, grazie ad altri "mostri" che li trattano con un'indulgenza che non meritano, rimangono troppe volte impuniti...:


Non voli, né mai più
nel palpitante cielo della vita;
non più soli
a tingere di luce i giorni
a riscaldare
l'abbraccio del domani.

Hanno spezzato le bianche
fragili ali,
chiusi per sempre
gli occhi: ora riposate
sulle ali del vento...

E tu, che ancora sei,
guarda con gli occhi
di chi più non è:

vola incontro ai suoi sogni,
rivesti di luce e di speranza
il buio del mondo!!!
(Piera)

giovedì 12 aprile 2007

VIDEO FOR CHANGE

Una iniziativa degna di considerazione, se non di lode, promossa da Gillian Caldwell, popolare e coraggiosa regista ,che da 15 anni propone una serie infinita di "video-denuncia", girati nei suoi viaggi in ogni parte del mondo, che va sotto il nome di "VIDEO FOR CHANGE". L'obiettivo è quello di favorire la denuncia delle continue violazioni dei diritti umani addestrando persone coraggiose, capaci di documentare ciò che di aberrante accade davanti ai loro occhi, fosse anche dietro l'angolo di casa propria. Il web quindi diventa strumento di difesa dei diritti umani,che aiuta a riconquistare la dignità, a tutelarla, a difenderla. "Video for change" diventerà in breve una comunità di attivisti, pronti ad esporsi per salvaguardare il rispetto della persona umana: tanti "operatori di pace" sparsi in tutto il pianeta, che utilizzano il video "per cambiare in meglio il mondo"! Per ora all'iniziativa hanno aderito circa 600 persone in 70 paesi del mondo: la Caldwell e il suo staff hanno già dato il via ai corsi di preparazione. Buon lavoro, Gillian!
Da www.volint.it

martedì 10 aprile 2007

LA SCUOLA NON E' IL CAPRIO ESPIATORIO

Ritengo doveroso mettervi a conoscenza del piano contro il bullismo varato dal Ministero della Pubblica Istruzione. Per la sua realizzazione prevede un dispiegamento di forze enorme: 20 osservatori regionali, un numero verde, un sito internet, una grande campagna di sensibilizzazione, sanzioni e percorsi di recupero; e ancora: 2.2 milioni di euro per interventi mirati a livello locale e circa 600 proposte provenienti dal mondo della scuola e da cui attingere.
Eppure tutto questo - spiega il ministro Giuseppe Fioroni - ha senso e valore solo se subordinato ad una "grande offensiva educativa". "Conosco la realtà del minibasket, perché seguo i miei figli; mi ha colpito, negativamente, il comportamento di certi genitori a bordo campo, che incitano a vincere senza scrupoli, a prevaricare, a infischiarsene delle regole. Se vogliamo occuparci seriamente dei ragazzi, non possiamo non coinvolgere i genitori nel percorso educativo". "La scuola non è una cittadella arroccata, separata dal resto della società. Ma non può essere neppure il capro espiatorio delle sue inefficienze".
Nessuna campagna quindi avrà efficacia se la scuola non sarà sostenuta da famiglie e istituzioni sul territorio. E questo vale in ogni caso e sempre. Troppo spesso, a mio avviso,la scuola non solo è lasciata sola nella risoluzione dei problemi, ma troppo spesso accusata di non adempiere ai suoi compiti.


Azioni di sensibilizzazione al problema sono già stati messi in atto nelle scuole di ogni ordine e grado; ancora un Osservatorio permanente in ogni Regione per monitorare costantemente il fenomeno; quindi un numero verde nazionale 800669696 attivo dal lunedì al venerdì con 10 postazioni di ascolto e una task force di esperti; infine un sito Internet www.smontailbullo.it che sarà anche vetrina per le azioni e le campagne sul tema promosse dalle scuole. Ma sono previste anche sanzioni (che vanno fino ai 15 giorni di sospensione) e percorsi di recupero.

Per quanto riguarda le insidie presenti in Internet, eccezionale strumento ma anche amplificatore di ogni devianza, il ministro fa presente che c'è in atto un accordo, con i gestori di software e i produttori di videogiochi, che speriamo venga rispettato. Per quanto concerne lo sport, in una lettera inviata a Coni e Figc, il Ministro chiede che si aprano le curve degli stadi a scolaresche e famiglie ("ci sarà forse qualche introito in meno ma tanta educazione in piu", ha affermato Fioroni) e che anche a fine partita, come si fa all'inizio, le squadre si schierino in campo: "si è svolta una competizione non una guerra" - dice Fioroni.

Il ministro ritiene indispensabile che la scuola "diventi un luogo dove lo sport costituisca un’opportunità per tutti e dove si educhi anche alla sconfitta: perdere non è una vergogna, ma uno dei momenti essenziali della crescita personale di chiunque".

LISTA NERA

Ho raccolto qui altri episodi di bullismo, verificatisi in questi ultimi mesi, che per fortuna non hanno portato alle luttuose conseguenze di altri che abbiamo già visto e condannato nei nostri post. Per non dimenticare...

GRAVE EPISODIO DI BULLISMO AL FEMMINILE IN UNA SCUOLA GENOVESE
Grave episodio di bullismo al femminile in una scuola di Nervi - Sant'Ilario, nel levante genovese. Una ragazza di 14 anni è stata minacciata di morte, picchiata e marchiata a fuoco per mano di tre ragazzine di 15 anni che si sono giustificate affermando che hanno agito in quanto la loro coetanea "E' bella e corteggiata" e perché "Non potevano sopportare l'idea di retrocedere nella graduatoria delle più ammirate".


AGGRESSIONI A STUDENTI A MILANO: IN MANETTE DUE MINORENNI.
Sono finiti in manette, per una serie di rapine ed aggressioni a danni di numerosi studenti, un diciassettenne e un diciottenne, all'epoca dei fatti ancora minorenne, legati ad una baby gang che agisce nella zona di corso XXII Marzo.
L'ultimo episodio vede coinvolto uno studente della Bocconi ventenne, aggredito e rapinato del suo cellulare: la vittima, colpita ripetutamente, ha riportato una frattura al naso, per la quale ha dovuto sottoporsi ad intervento chirurgico, con una prognosi di 60 giorni. Al Mc Donald's della stessa via, due giorni prima, una ragazza era stata derubata del suo cellulare e vicino al liceo della zona, lo scorso 29 novembre, un ventenne era stato aggredito e derubato del suo cappellino griffato. Anche per lui calci e pugni e conseguente frattura al naso. Il diciassettenne arrestato, un anno fa era rimasto coinvolto nel furto di uno scooter per il quale aveva addirittura chiesto un riscatto.
TREDICENNE PICCHIATA DA UNA DECINA DI COETANEI
Una ragazza di 13 anni, di una scuola media di un comune di Agrigento, è finita in ospedale, con una prognosi di 30 giorni, dopo essere stata aggredita da alcuni compagni dell'istituto che frequenta. E' stata picchiata da una decina di coetanei che le hanno procurato una frattura ad un braccio ed ecchimosi in tutto il corpo.
La "spedizione punitiva" avrebbe preso origine da una accesa e movimentata discussione, avuta in istituto, a causa di alcuni "giudizi taglienti" espressi sui rispettivi costumi di carnevale.

giovedì 5 aprile 2007

QUANDO DI DOLORE SI MUORE


Il dolore non è lo stesso per tutti, né colpisce tutti allo stesso modo e con la stessa intensità. Conosco persone che sopportano i dolori più violenti e chi invece non ce la fa a sopportare un dolore "piccolo". Ma tutti credo cediamo prima o poi all'insistenza, alla ripetitività, alla quotidianità di un dolore che non lascia respiro, che lo incontri ogni volta che metti il naso fuori di casa, che ti segue come un segugio, che ritrovi nei gesti, negli sguardi, nelle parole di chi ti gira intorno. Derisioni, offese verbali, prepotenze, violenza fisica : tutti gesti che distruggono la persona poco a poco, che possono diventare un incubo ossessivo per chi li subisce. Ecco che continuano a cadere le vittime di questo gioco crudele, che non ha pietà per nessuno, che umilia, deride, elimina i ragazzi migliori, quelli che ancora sanno cos'è l'educazione, la gentilezza e la riservatezza.

Io non conosco lo studente di 16 anni di Torino che si e' tolto la vita perche' non sopportava piu' la situazione di disagio che provava a scuola, dove veniva preso in giro per i suoi modi garbati; ma so cos'è il bullismo e quanto sia distruttivo dell'autostima e della sicurezza della persona. E so pure che non è isolato questo caso di suicidio. Avevo raccolto materiale, per continuare il discorso già aperto nel mio blog tempo fa, ma ora sono costretta ad anticipare i tempi. Sembrava che da un pò di tempo le cose si fossero sopìte, ma purtroppo il male è difficile annientarlo. Il male non lavora in superficie, apertamente: è nascosto il male, è come un bubbone che si gonfia sempre più, come se accumulasse più che può per dimostrarsi in tutto il suo orrore una volta uscito allo scoperto.

Nella foto Shanni Naylor, una ragazzina di dodici anni che è stata sfregiata da una coetanea, all'interno della sua scuola a Sheffield, in Inghilterra, vicino a Manchester, dopo aver cercato di difendere un altro ragazzino che da giorni veniva continuamente preso in giro.

Spesso non hanno la forza, le vittime,di parlarne con gli adulti: sì, perché i bulli le scelgono bene le loro vittime, i ragazzi più sensibili ovviamente, quelli che tengono dentro di sè, a volte per vergogna a volte per paura di ritorsioni, tutta la sofferenza. Come è successo a Marco, 13 anni, figlio di una donna orientale che non ce l'ha fatta più di sentirsi chiamare "cinese"; e a Damiano 13 anni, alto 1.91m., troppo alto per i suoi compagni che non sopportavano di sentirsi così "bassi", così "nani" vicino a lui e allora l'hanno fatto morire di sofferenza; e a quello studente di seconda media, preso di mira per il suo "odore di campagna"; e a Isabella, 17 anni, stanca di coetanei che la continuavano ad apostrofare con nomignoli taglienti e parole sconvenienti; e a quel ragazzo di 20 lasciatosi morire in seguito ad episodi di "nonnismo". Questi i casi drammatici, che si sono conclusi con la morte delle vittime. Per fortuna c'è anche chi, ancora pochi purtroppo,pur avendo subito violenze, ce l'ha fatta a DENUNCIARE. Tutti ragazzi tranquilli, senza grilli per la testa, bravi, impegnati a scuola come in altri ambiti. Oggi è toccato a loro, e domani a chi?

martedì 27 marzo 2007

BULLISMO

Ragazzi, provo ad affrontare qui, come si sta facendo nella nostra scuola, e in tante altre spero, un "problema comportamentale" che si sta diffondendo fra le nuove generazioni; in modo contenuto, grazie a Dio, perché so che sono molti i ragazzi che studiano, fanno il loro dovere, si divertono in modo sano, fanno sport e praticano anche volontariato: parola di prof ! Ma dalle ultime indagini statistiche sono emersi dati, per me che opero tra ragazzi e adolescenti da tanto tempo, sconvolgenti: sembra che, soprattutto nei grandi accentramenti, un bambino su due , alle elementari, di età compresa fra 7-8 anni, e un ragazzo su tre alle medie, fra 14-16 anni, siano vittime di prepotenze fisiche e psicologiche da parte di compagni. Da qui il bisogno di approfondire con voi.

BULLISMO = termine che deriva dalla parola inglese bullying, cioè un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona più potente, o da un gruppo di persone nei confronti di un soggetto percepito come più debole. Un comportamento da bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare, spesso è persistente e quasi sempre c’è una grave difficoltà per la vittima a difendersi.

"Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o di più compagni...L'azione del bullo nei confronti della vittima è compiuta in modo intenzionale e ripetuto".


Questa è la definizione di bullismo che dà Dan Olweus, Docente di Psicologia all'Università di Bergen, in Norvegia. Nessuno meglio di lui conosce a fondo il problema: è stato infatti il primo studioso sistematico del fenomeno, manifestatosi originariamente fin dagli anni '70 proprio in Norvegia. Le forme di bullismo che sono evidenziate dalla ricerca sono sostanzialmente tre:

  • un bullismo di tipo fisico, proprio dei maschi;
  • uno di tipo psicologico-verbale, più adottato dalle femmine;
  • l'ultimo, di tipo indiretto, ugualmente diffuso tra i due sessi.

Le vittime dei bulli, a causa delle ripetute azioni offensive cui vengono sottoposte, vivono in un perenne stato di paura e di disagio, che influiscono sulla loro concentrazione, sul loro apprendimento, e quindi sul rendimento scolastico. Nel tempo si vengono a creare in loro problemi di sicurezza di sè e di autostima, che si manifestano con vere e proprie somatizzazioni , con sintomi quali: insonnia, enuresi, mal di testa, vomito, attacchi di panico, attacchi d'ansia, incubi, fino ad arrivare addirittura a rifiutarsi di frequentare la scuola per sottrarsi alle angherie dei compagni.


Perché il bullismo? Charmet, psicologo che si occupa di adolescentologia, attribuisce alla famiglia gran parte della responsabilità.

“I genitori sono sempre più occupati dal lavoro. E la famiglia è sempre meno presente in qualche caso non c’è affatto. Può succedere, così, che i bambini se ne costruiscano una tutta loro a scuola o in strada, una famiglia sociale che, lentamente, prende il posto di quella naturale”.

Il bullismo quindi nasce per l'esigenza di questi bambini/ragazzi che vogliono affermare con la forza la loro identità e il loro potere all'interno del gruppo che si sono costituiti. E la vittima designata è, non a caso, il/la ragazzino/a " a posto", accuratamente pettinato, vestito, seguito insomma dai genitori, privo dei segni distintivi del gruppo e carico di quelli della famiglia.

Da http://www.dica33.it/

ANCORA SUL BULLISMO...


COME RICONOSCERLO
Ci sono una serie di comportamenti che se ripetuti frequentemente possono essere identificati con il termine di bullismo soprattutto se chi li subisce non riesce a difendersi. Eccoli:
  • ricevi insulti o minacce
  • ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere
  • ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro
  • diffondono voci maligne su di te
  • ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione
  • fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando
  • parlano in codice se sei presente
  • ricevi sms, e-mail e telefonate offensive
  • ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini
  • ti costringono a fare cose che non vuoi
  • ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose
Non è bullismo se…

Vi ricordiamo che non si tratta di bullismo se due ragazzi o gruppi di ragazzi litigano fra loro o si picchiano perché, in questi casi, esiste una parità di forza. Ma soprattutto non è bullismo quando qualcuno attacca o minaccia un coetaneo con un coltello, procura ferite gravi o compie molestie o abusi sessuali, questi comportamenti sono dei veri e propri reati.

COME DIFENDERSI
Prima di tutto bisogna non sottovalutare il problema
  • perché non si tratta solo di "ragazzate"
  • perché spesso, dietro il bullismo, si celano vere e proprie azioni criminali (furti, estorsioni, vandalismi, rapine, violenze sessuali)
  • perché il bullismo danneggia non solo chi lo subisce ma anche la famiglia, gli insegnanti e gli altri ragazzi che ne sono testimoni;
  • perché è molto probabile che i bulli crescano compiendo prepotenze
  • perché subire prepotenze può causare danni alla sfera fisica, emotiva, intellettiva e sociale della vittima
Un decalogo da seguire
  • Cose da non fare:
  • offendere gli altri, soprattutto i più deboli
  • nascondere ai genitori che qualcuno ti fa del male
  • dire bugie
  • trattare male un compagno che ti sta antipatico
  • approfittarsi dei compagni più deboli


Cose da fare:

  • raccontare sempre tutto ai genitori
  • raccontare i comportamenti prepotenti, se ne seivittima, se ne sei testimone o se ne vieni a conoscenza
  • difendere, se possibile, i compagni vittime di prepotenze trattare tutti i compagni allo stesso modo
  • cercare l’aiuto degli insegnanti, del personale non docente, di altri compagni se qualcuno ti minaccia
Per un aiuto immediato rivolgersi a:
  • 113 Polizia di Stato
  • 114 Emergenza Infanzia
  • 112 Carabinieri
  • 19696 Telefono Azzurro (linea gratuita fino ai 14 anni)
  • 199.15.15.15 Telefono Azzurro (linea istituzionale dai 14 anni in su e per gli adulti)


CONSIGLI PER I RAGAZZI
Difficile per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ciò che ti sta succedendo
Quando il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole costringerti a fare ciò che non vuoi, rispondi "NO" con voce decisa
Se gli altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti. Ricorda che
  • Il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo
  • Il bullo si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare
  • Quando il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o prenderti la colpa di aver cominciato per primo
  • Se il bullo vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Al momento lasciagli pure prendere ciò che vuole però poi raccontalo subito ad un adulto
  • Fai capire al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà stare
  • Molte volte il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi
  • Per non incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola; durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti; utilizza i bagni quando ci sono altre persone
  • Ogni volta che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà a ricordare meglio come sono andate le cose
  • Subire il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo!
  • Se sai che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!
  • Se incontri il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui
    www.poliziadistato.it

lunedì 26 marzo 2007

CI HANNO DETTO...

ci hanno detto che il mondo è piccolo.
ce l'hanno mostrato in tv, con internet, con i
collegamenti satellitari.
che se la guerra scoppia in iraq, sono gli
occidentali ad armarsi.
ma questo annullamento delle distanze è servito
loro soltanto
per suggerirci l'esauribilità delle risorse.
l'hanno usato per metterci la paura che un mondo
non sia abbastanza.
l'hanno usato per vendere di più, a maggior prezzo,
facendoci sentire sempre in bisogno,
quando abbiamo soddisfatto tutti i nostri bisogni
da un pezzo.
ci hanno tenuto costantemente in stato di allarme
come fosse imminente una catastrofe nucleare,
spingendoci ad un'immotivata caccia all'accumulo,
all'incremento delle scorte,
facendoci sentire autorizzati, come in stato di
necessità, a salvare noi stessi
senza curarci della morte di altri.

ci hanno detto che il mondo è piccolo, che siamo
tutti vicini.
ma è servito soltanto all'ideologia del dominio
per renderci acquiescenti a una guerra
senza regole come la guerra fra i condomini di un
edificio, che sono intimamente convinti di essere gli unici
legittimi proprietari dell'intero immobile
e gli altri solo occupatori abusivi da mandar via
a tutti i costi
e si rigano la macchina, si spiano, si fanno i
dispetti, e tutto è permesso.
nessuno ci ha spiegato che anche a nairobi il papà
mette una mano sulla testa di suo figlio
e ne è orgoglioso. nessuno ci ha detto quanto, in
fondo, ci somigliano.non nei vestiti, nel suono della lingua, nei
colori, ma in quello in cui siamo uguali tutti,
nell'essere umani.

ci hanno detto che i nostri vicini sono il nemico.
così a dimenticare d'essere umani ci ha insegnato la paura.
e così a loro, che ci guardano come fossimo il nemico.
ci guardano come un bambino geloso guarda il
fratello appena nato, perchè pensa che il cuore
del mondo non sia
grande abbastanza per amarci tutti.
che allora bisogna combattere gli uni contro gli altri
per conquistare
quest'amore e tenerlo tutto per noi, che canti in
una gabbia.
ma non c'è cuore di madre che ami un figlio soltanto.
condividere è vivere.
(Commento di mia figlia GIO al post "ACQUA DOVE SEI?" ...Grazie di cuore Gio

giovedì 22 marzo 2007

CARTA DEI DIRITTI DEI BAMBINI/E IN OSPEDALE


“Ogni bambino ha diritto di piangere, lamentarsi, ricevere cure, affetto e medicine migliori. Ha diritto ad uno spazio tutto suo e ad avere accanto genitori e parenti. Ha diritto di sapere la malattia che lo obbliga a stare in ospedale così come ad esprimersi sulle cure che gli vengono somministrate. Ha diritto, come e più dei grandi, al rispetto e al riconoscimento della propria persona”. (Giorgio Morales, Difensore civico della regione Toscana)



Carta dei Diritti dei BAMBINI e delle BAMBINE in OSPEDALE
Uno dei diritti fondamentali, soprattutto dei bambini, è il diritto alle migliori cure mediche possibili.(UNESCO)

Carta Europea per la tutela educativa di bambini ed adolescenti malati curati in ospedale o in assistenza domiciliare
(da leggersi a cura dei genitori e degli insegnanti)

1. Ogni bambino o adolescente malato ha diritto a ricevere una educazione, sia a casa che in ospedale.
2. Lo scopo di questa attività è quello di far proseguire a bambini ed adolescenti il proprio percorso formativo, consentendo loro di continuare a vivere il proprio ruolo di studenti.
3. La scuola in ospedale, creando una comunità di bambini ed adolescenti, favorisce la normalità nella vita quotidiana. L'educazione ospedaliera può svolgersi in gruppi classe, come insegnamento individualizzato e/o direttamente in camera di degenza.


4. L'insegnamento domiciliare e quello svolto in ospedale devono adattarsi ai bisogni ed alle capacità di ogni bambino o adolescente e verranno svolti in collaborazione con la scuola di appartenenza.
5. L'ambiente di apprendimento deve essere adattato ai bisogni di bambini ed adolescenti malati. Le tecnologie della informazione e della comunicazione potranno esssere usate anche per prevenire forme di isolamento.

6. Le attività didattiche faranno uso di una pluralità di risorse e metodi. I contenuti del curricolo formativo tradizionale potranno essere ampliati con aspetti relativi a particolari bisogni che derivano dall'ospedalizzazione o dalla malattia.

7. Gli insegnanti che operano in ospedale ed in assistenza domiciliare devono essere pienamente qualificati per questo lavoro e avere accesso ad ulteriori percorsi di formazione in servizio.
8. Gli insegnanti di bambini ed adolescenti malati sono a pieno titolo membri dell'équipe multidisciplinare di cura e fungono da collegamento tra il bambino o adolescente malato e la sua scuola di appartenenza.

9. I genitori devono essere informati del diritto all'istruzione scolastica e delle opportunità educative per il proprio bambino o adolescente malato. Essi saranno considerati partner responsabili ed attivi di questi progetti.

10. L'integrità personale di ogni bambino o adolescente dovrà sempre essere rispettata. Particolare attenzione verrà posta alla tutela delle informazioni mediche e al rispetto di ogni forma di credenza personale.
(Promulgata dalla Assemblea Generale di H.O.P.E.Barcellona, 20 Maggio 2000 )
www.hospitalteachers.eu



Carta di Ledha (da leggersi a cura dei bambini e degli adolescenti)

1. Un bambino o una bambina saranno ricoverati in ospedale solo se le cure di cui hanno bisogno non possono essere assicurate, con la stessa efficacia, a casa o in regime di day hospital.
2. Un bambino o una bambina ricoverati in ospedale avranno diritto alla vicinanza dei propri genitori o di altre persone amiche in ogni momento della giornata.

3. I genitori verranno accolti all'interno del reparto e saranno aiutati e incoraggiati a rimanervi. Essi saranno messi in condizione di non dovrer affrontare spese aggiuntive o subire perdite economiche. Per partecipare alla cura del proprio figlio, i genitori saranno informati riguardo ai tempi e ai ritmi della vita del reparto e la loro attiva collaborazione sarà incoraggiata.
4. Bambini e genitori hanno diritto a ricevere informazioni in modo adeguato alle proprie conoscenze e capacità di comprensione. Il personale cercherà di minimizzare lo stress fisico ed emotivo conseguente al ricovero ed alla lunga ospedalizzazione.
5. Bambini e genitori hanno il diritto a partecipare consapevolmente alle decisioni sanitarie che li riguardano. Ad ogni bambino o bambina saranno evitate cure mediche ed esami superflui.
6. Un bambino o una bambina ricoverati saranno curati assieme ad altri bambini che hanno le stesse esigenze di crescita e sviluppo e non saranno inseriti in reparti per adulti. Non viene posto nessun limite all'età dei visitatori dei bambini ricoverati.
7. Un bambino o una bambina ricoverati avranno la possibilità di giocare, divertirsi e lavorare in maniera adeguata alla loro età e condizione medica. Avranno la possibilità di vivere in un ambiente pensato e attrezzato per le loro esigenze in questo senso.
8. Bambini o bambine saranno seguiti da uno staff adeguatamente preparato in grado di affrontare i bisogni fisici, emotivi, e di crescita dell'intero nucleo familiare.
9. Continuità e costanza nelle cure sarà assicurata dall'equipe del reparto.
10. Bambini e bambine ricoverati saranno trattati con tatto e comprensione; la loro privacy sarà rispettata in ogni momento.

(Da EACH - European Associationfor Children in Hospital)

domenica 18 marzo 2007

FILASTROCCA DEI DIRITTI DEI BAMBINI

Ho aperto un libricino ed ho letto che un bambino da mangiare, non ce l'ha. E c'è chi non ha da bere con il rischio di morire: senza acqua come fa? Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Ho sfogliato bene bene quelle foto di bambine invecchiate dal lavoro. E di quelli senza un tetto e di quelli senza affetto senza un poco di decoro.
Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti l'ha spiegato la maestra c'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto riunioni hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini Allora perché? Allora perché? Quando gioco al girotondo penso che su questo mondo c'è qualcosa che non va. Che ci sono dei bambini, sulle strade abbandonati senza mamma né papà. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.Poi da un'altra parte ancora c'è chi non può andare a scuola. Chi giocattoli non ha. E c'è pure chi si ammala e gli manca quella cura che il suo medico non ha. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti ... Allora perchè?
C'è un bambino che lavora, chi subisce una tortura. Chi è venduto come schiavo. Chi è costretta per le strade già per vendere l'amore da qualcuno assai cattivo. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.
C'è chi muore appena nato: non è stato vaccinato. C'è chi cresce malnutrito. C'è chi viene emarginato c'è chi un handicap ha avuto, c'è chi viene malmenato. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti...

Da www.filastrocche.it

CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA

I principali documenti internazionali fondamentali per il riconoscimento e la tutela dei diritti umani sono:
- la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948);
- il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (1966);
- il Patto internazionale sui Diritti Civili e Politici (1966).
A
questi documenti fanno riferimento le varie Convenzioni relative alla protezione e promozione di diritti specifici e precisamente:
- Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965)
- Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (1979);
- Convenzione contro la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (1984);
- Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (1989).

La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è stata ratificata (= approvata e firmata), e con la ratifica diventa obbligatorio per gli Stati uniformarsi alle leggi in essa contenute, da 192 paesi, cioè da tutti i paesi del mondo ad eccezione di Stati Uniti e Somalia, raggiungendo così la finalità che era nelle intenzioni di chi l’ha redatta: avere un insieme di garanzie minime che tutelassero l’infanzia nel mondo che fossero accettabili dall’intera comunità internazionale. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è profondamente innovativa in quanto riconosce il minore non soltanto come oggetto di tutela e di assistenza, ma anche come oggetto di diritto e quindi titolare di diritti in prima persona.
E’ composta di 54 articoli : gli articoli 1-41 enunciano i diritti,; i rimanenti articoli da 42 a 54 individuano gli organismi preposti e le modalità per la realizzazione ed il monitoraggio del programma della Convenzione stessa e la procedura di ratifica.
Da www.savethechildren.it

giovedì 15 marzo 2007

DESAPARECIDOS = " CHI E' STATO FATTO SCOMPARIRE"

Sono stati chiesti 4 ergastoli nel processo Esma, così era chiamato il Centro di Detenzione Clandestino dove venivano ammassati i desparecidos da eliminare, contro gli ufficiali della marina argentina accusati dell'omicidio volontario premeditato e aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà di tre desaparecidos di origine italiana, scomparsi durante la dittatura militare che governò a Buenos Aires tra il 1976 e il 1983.

Gli ufficiali incriminati sono: Jorge Eduardo Acosta, Ignacio Alfredo Astiz, Raul Jorge Vildoza e Antonio Hector Febres per aver rapito e ucciso tra il 1976 e il 1977 Angela Maria Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna.All'epoca del sequestro Susanna aspettava una bimba. Dopo il parto la bambina le venne sottratta e affidata ad un ex ufficiale del regime e ritrovata pochi anni fa.L'accusa nei confronti di un quinto ufficiale,Emilio Eduardo Massera, inizialmente accusato insieme agli altri, è stata sospesa per valutare se sia affetto da disturbi mentali.


La magistratura italiana ha già processato altri ufficiali argentini accusati di essere implicati nella scomparsa di cittadini con passaporto italiano durante gli anni della dittatura. Ora quegli stessi devono rispondere delle stesse accuse in Argentina. In quel periodo infatti il regime militare fece scomparire circa 30.000 persone: un terribile genocidio ideologico del ventesimo secolo!!!! Di queste 250 erano adolescenti, di età compresa fra i 13 e i 18 anni, che spesso venivano imprigionati, torturati e lasciati morire.... e bambini innocenti, indifesi e vulnerabili, che venivano strappati dalle loro famiglie per essere affidati ad altre. Si stima siano circa 500 i bambini illegalmente adottati negli anni della dittatura.

Le "patotas", cioè i commandos addetti al sequestro, godevano dell' incondizionata protezione del governo militare. Quando facevano irruzione in una abitazione se trovavano bambini sani e molto piccoli li portavano via insieme con i genitori. Spesso i bambini venivano sequestrati per tendere una trappola ai genitori che si precipitavano ai commissariati di polizia, quando una telefonata li avvisava della loro detenzione. Questi bambini venivano dati in adozione, a volte anche venduti, a famiglie di militari, poliziotti e ricchi industriali che non potevano avere figli. Solo raramente venivano lasciati davanti ai portoni degli orfanotrofi o degli ospedali.

L'unico modo per poter dimostrare che bambini erano stati dati illegalmente in adozione era di provare, su base genetica, l'appartenenza al ceppo familiare delle nonne, visto che i genitori naturali risultavano desaparecidos.
Nasce allora un gruppo di straordinarie nonne, le Abuelas de Plaza de Mayo (nonne di piazza di Maggio) che, con costanza e discrezione hanno portato avanti una lotta che dura da 25 anni. Attraverso i racconti dei sopravvissuti, con le denunce e con un lungo e paziente lavoro di ricostruzione, sono riuscite a registrare 172 sottrazioni di neonati. Viene costruita una banca dati con le mappature genetiche dei familiari naturali più prossimi che alla data odierna ha permesso di rintracciare 77 bambini.



Queste donne straordinarie sono riuscite a trasformare il dolore per la desapariciòn dei loro figli in una lotta pacifista e legale per la difesa dei diritti umani.

Alla cancellata della presidenza i parenti delle vittime scomparse hanno appese le calzature dei loro cari, che ancora sperano di rintracciare, vivendo con un unica speranza, quella di potere riabbracciare chi è stato loro sottratto ingiustamente con la forza; e con un unico scopo, vedere condannati i responsabili di tali atrocità. Notizie estratte da www.nuncamas.it

domenica 11 marzo 2007

A PROPOSITO DI DIRITTI UMANI...


Notizia appena ricevuta dalla nostra Fefe... una notizia che ci riempie di vergogna!

"Nella cittadina di Monselice (Pd), durante una partita di calcio fra la formazione L'Azzurra 2000 polesana e il Monselice sono avvenuti scontri, fomentati dagli Ultras del Monselice.
In particolare, un ragazzo diciannovenne, simpatizzante di AS, ha aggredito un giovane disabile polesano con sputi e insulti e ha completato "l'opera" colpendolo con un secchio per l'immondizia.
Poi è toccato ad una ragazza di 23, fidanzata di un giocatore polesano, finita nella mischia per aver tentato di difendere il disabile."
Vorrei che questa meravigliosa poesia di Simona, di Palermo, da 10 anni affetta da Atassia cerebellare ( disturbi del movimento), che ho trovato insieme a tante altre altrettanto toccanti e significative nel sito
www.disabili.com , vorrei che questa meravigliosa poesia, dicevo, potesse cancellare tanto male....:


LE PERSONE BUONE, QUELLE CHE SANNO AMARE

Le persone che sanno amare
Rendono bello il mondo;
le persone più importanti della terra
sono le persone profondamente buone.
Sono loro che danno alla gente
Quello di cui si ha più di bisogno: la bontà.
E chi porta bontà comunica pace, forza, e sicurezza.
Abbiamo tutti bisogno di tante cose:cibo, acqua, tranquillità, pace, lavoro, salute……
ma più di tutto di bontà.
In questo mondo c'è tanto bisogno di gente che sia capace di insegnare ad amare.
Amare è calarsi nei problemi altrui,
sacrificare il proprio tempo,
aiutare le persone fino in fondo,
comprendere,
perdonare,
cambiare il male con il bene,
dare affetto,
attenzione,dare tanta forza a chi non ce l'ha,
ma, la cosa più bella ed importante è DARE SENZA ATTENDERE IL CAMBIO.
Amare è fermarsi accanto ad ogni persona senza passare oltre;
è trovare il tempo per uno che soffre
mentre manca il tempo per te e le tue cose.
In questo mondo buio e privo di valori abbiamo tutti bisogno di amare e di essere amati.