martedì 27 marzo 2007

BULLISMO

Ragazzi, provo ad affrontare qui, come si sta facendo nella nostra scuola, e in tante altre spero, un "problema comportamentale" che si sta diffondendo fra le nuove generazioni; in modo contenuto, grazie a Dio, perché so che sono molti i ragazzi che studiano, fanno il loro dovere, si divertono in modo sano, fanno sport e praticano anche volontariato: parola di prof ! Ma dalle ultime indagini statistiche sono emersi dati, per me che opero tra ragazzi e adolescenti da tanto tempo, sconvolgenti: sembra che, soprattutto nei grandi accentramenti, un bambino su due , alle elementari, di età compresa fra 7-8 anni, e un ragazzo su tre alle medie, fra 14-16 anni, siano vittime di prepotenze fisiche e psicologiche da parte di compagni. Da qui il bisogno di approfondire con voi.

BULLISMO = termine che deriva dalla parola inglese bullying, cioè un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona più potente, o da un gruppo di persone nei confronti di un soggetto percepito come più debole. Un comportamento da bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare, spesso è persistente e quasi sempre c’è una grave difficoltà per la vittima a difendersi.

"Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o di più compagni...L'azione del bullo nei confronti della vittima è compiuta in modo intenzionale e ripetuto".


Questa è la definizione di bullismo che dà Dan Olweus, Docente di Psicologia all'Università di Bergen, in Norvegia. Nessuno meglio di lui conosce a fondo il problema: è stato infatti il primo studioso sistematico del fenomeno, manifestatosi originariamente fin dagli anni '70 proprio in Norvegia. Le forme di bullismo che sono evidenziate dalla ricerca sono sostanzialmente tre:

  • un bullismo di tipo fisico, proprio dei maschi;
  • uno di tipo psicologico-verbale, più adottato dalle femmine;
  • l'ultimo, di tipo indiretto, ugualmente diffuso tra i due sessi.

Le vittime dei bulli, a causa delle ripetute azioni offensive cui vengono sottoposte, vivono in un perenne stato di paura e di disagio, che influiscono sulla loro concentrazione, sul loro apprendimento, e quindi sul rendimento scolastico. Nel tempo si vengono a creare in loro problemi di sicurezza di sè e di autostima, che si manifestano con vere e proprie somatizzazioni , con sintomi quali: insonnia, enuresi, mal di testa, vomito, attacchi di panico, attacchi d'ansia, incubi, fino ad arrivare addirittura a rifiutarsi di frequentare la scuola per sottrarsi alle angherie dei compagni.


Perché il bullismo? Charmet, psicologo che si occupa di adolescentologia, attribuisce alla famiglia gran parte della responsabilità.

“I genitori sono sempre più occupati dal lavoro. E la famiglia è sempre meno presente in qualche caso non c’è affatto. Può succedere, così, che i bambini se ne costruiscano una tutta loro a scuola o in strada, una famiglia sociale che, lentamente, prende il posto di quella naturale”.

Il bullismo quindi nasce per l'esigenza di questi bambini/ragazzi che vogliono affermare con la forza la loro identità e il loro potere all'interno del gruppo che si sono costituiti. E la vittima designata è, non a caso, il/la ragazzino/a " a posto", accuratamente pettinato, vestito, seguito insomma dai genitori, privo dei segni distintivi del gruppo e carico di quelli della famiglia.

Da http://www.dica33.it/

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Prof ha estremamente ragione a pubblicare questi articoli!!!!!!
Il bullismo è un problema attuale, che, per fortuna non si è ancora verificato nella mia scuola!!!!!!
Uno dei problemi è quello che le vittime spesso non esprimono, o non riescono ad esprimere il loro disagio!!!!!!!!
Ho sentito però che in Inghilterra c'è una scuola creata per cercare di aumentare l'autostima e la sicurezza di ragazzi vittime di episodi di bullismo, significa che qualcosa si cerca di fare!!!!!!!!
Sinceramente mi dispiace molto che tutto ciò sia dovuto alla mancanza di affetto e attenzioni ai bambini da parte dei genitori...
Credo che l'affetto e la bontà (non eccessiva) siano indispensabili nella vita di un ragazzo...E a me non mancano proprio per niente, i miei genitori sono fin troppo buoni, un pò troppo diplomatici e a volte rigidi ma in modo moderato!!!!
..Oserei dire che sono un pochino viziata, ma sto cercando di migliorare e soprattutto di mangiare di più!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ELISA, ciao a tuuuuuttttiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!

SoleilSoledad ha detto...

Eli,le politiche antibullismo sembrano si stiano rivelando efficaci in molti paesi europei, dove i comportamenti aggressivi si stanno riducendo. Perciò è necessario adottare una politica preventiva unita ad una politica basata sul "recupero" dei soggetti, sia i bulli sia le vittime, con i supporti di tutte le componenti preposte all'educazione:in primis la scuola (e non la famiglia, visto che è ritenuta la maggiore responsabile del malessere che provoca il bullismo) per la valenza formativa che riveste, ma che non può essere lasciata sola. DEVE ESSERLE GARANTITO IL SUPPORTO CONTINUATIVO DI un'équipe psicoterapeutica ee di altri ambienti socio-lavorativi.