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giovedì 26 aprile 2007

NAPOLEONE

No, ragazzi, non stiamo parlando di Napoleone Bonaparte, ma di un pesce chiamato Napoleone (Chielinus undulatus) a causa di un buffo bozzo che fa bella mostra di sé sulla sua testa, che assomiglia al famoso copricapo del grande imperatore; simpatico questo pesciolone (può raggiungere la lughezza di 2 metri) per il suo aspetto goffo e per l'occhio espressivo che scruta attento. E' pacifico, nonostante la sua mole; si lascia accarezzare dai sub che lo adorano: in passato erano loro stessi a nutrirlo con uova sode, abitudine fortunatamente oggi vietata. Ha una colorazione verde bluastra con striature giallo rosse. Si trovano numerosi esemplari a Ras Mohammad, vicino a Sharm, in prossimità della barriera corallina.
Ha una notevole articolazione delle mascelle e le sue labbra possono aprirsi tanto da ingoiare con un risucchio potentissimo, le prede intere.

Da www.donneincarnia.it

mercoledì 11 aprile 2007

DIARIO DI UN CANE

( di Luisa Granata)
Settimana 1: Oggi ho compiuto una settimana. Che bello essere al mondo!
Mese 1: La mia mamma si prende cura di me molto bene. E' una mamma esemplare.
Mese 2: Oggi mi hanno separato dalla mia mamma. Era molto nervosa,e con i suoi occhi mi ha detto "Addio". Spero che la mia nuova "famiglia umana" si occupi di me così bene come lo ha fatto lei.
Mese 4: Sono cresciuto in fretta,tutto richiama la mia attenzione. Ci sono molti bambini in casa e per me sono come fratelli. Siamo molto irrequieti, loro mi tirano la coda e io li mordo per gioco.
Mese 5: Oggi mi hanno rimproverato. La mia padrona si è arrabbiata perché ho fatto la pipì in casa, però non mi hanno mai detto dove devo farla. Inoltre dormo nel ripostiglio... e già non lo sopporto!
Mese 6: Sono un cane felice. Ho il calore di una casa,mi sento al sicuro e protetto. Credo che la mia famiglia umana mi ama e mi coccola. Quando mangiano mi offrono qualcosa. Il cortile è tutto per me e mi diverto a scavare come i miei antenati,i lupi, quando nascondono il cibo. Non mi educano. Probabilmente gli va bene tutto ciò che faccio.

Mese 12: Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane adulto. I miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che pensavano. Sicuramente si sentono molto orgogliosi di me.
Mese 13: Oggi mi sono spaventato. Il mio fratellino mi ha preso la palla. Io non prendo mai i suoi giocattoli. Però ha preso la mia palla. Però le mie mandibole sono forti,e gli ho fatto male senza volere. Dopo lo spavento,mi hanno incatenato e a malapena posso muovermi. Dicono che mi terranno sotto osservazione e che sono ingrato. Non capisco nulla di ciò che succede.
Mese 15: E' tutto diverso... vivo incatenato. Mi sento molto solo, la mia famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando piove non ho un tetto che mi ripari.


Mese 16: Oggi mi hanno tolto la catena. Di sicuro la mia famiglia mi ha perdonato ed ero così contento che saltavo con gioia. Addirittura mi portano a passeggio in macchina. Eravamo in strada e all'improvviso si sono fermati. Hanno aperto la porta ed io sono sceso felice credendo che fosse la nostra giornata in campagna.Non capisco perché hanno chiuso la portiera e se ne sono andati. "Hei,aspettatemi!" Si... si sono dimenticati di me. Correvo dietro alla macchina con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava nel rendermi conto che quasi svenivo e loro non facevano nulla: mi avevano dimenticato o peggio … mi hanno abbandonato!!!

Mese 17: Ho cercato inutilmente la strada verso casa. Mi sento perduto. Nel mio cammino c'è gente di buon cuore che si impietosisce e mi dà qualcosa da mangiare. Io li ringrazio con lo sguardo e nel fondo dell'anima. Vorrei che mi adottassero e sarei fedele come nessun altro. Ma mi dicono soltanto "povero cagnolino, forse si è perso".

Mese 18: L'altro giorno sono passato davanti a una scuola e ho visto molti bambini e ragazzi come i miei fratellini. Mi sono avvicinato e un gruppo di loro, ridendo, mi ha tirato una pioggia di pietre per vedere chi aveva la mira migliore. Una di quelle pietre mi ha ferito l'occhio e da allora sono cieco.
Mese 19: Da non crederci,quando ero più bello avevano più pietà di me. Ora sono molto magro; il mio aspetto è cambiato. Ho perso un occhio e la gente mi caccia con la scopa quando voglio mettermi un po' all'ombra.
Mese 20: A malapena riesco a muovermi. Oggi cercando di attraversare la strada in cui passano le macchine, una mi ha investito. Io ero in un posto sicuro chiamato canale, non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto dell'autista, che ha persino sterzato pur di investirmi. Magari mi avesse ucciso, ma mi ha solo slogato il fianco.
Il dolore è terribile, le zampe posteriori non reggono più e con difficoltà sono arrivato strisciando fino a un prato.

Mese 21: Da 10 giorni sono sotto il sole, la pioggia, il freddo, senza mangiare. Non riesco più a muovermi. Il dolore è insopportabile. Sto molto male; sono in un posto umido e sembra che il pelo stia cadendo. Alcune persone passano senza vedermi, altre dicono: "Non avvicinarti". Io sono quasi incosciente, ma una strana forza mi ha fatto aprire gli occhi.
La dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. "Povero cagnolino,guarda come sei ridotto", ha detto... vicino a lei c'è un signore con un camice bianco, mi ha toccato e ha detto :"Mi dispiace signora, ma per questo cane non c'è rimedio, è meglio che smetta di soffrire".

La dolce signora ha pianto e poi ha annuito. Per quanto ho potuto, ho scodinzolato e con lo sguardo l'ho ringraziata perché mi aveva dato un po' di conforto. Ho sentito soltanto la punta della siringa e mi sono addormentato per sempre, chiedendomi perché sono nato se nessuno mi voleva.

martedì 3 aprile 2007

IL PESCE ANGELO...


...(Famiglia dei Pomacantidi) è una specie tipica, e anche una delle più rappresentative, della barriera corallina. Vi appartengono circa 89 specie, fra cui il pesce angelo anulato, imperatore, maculato, nano, e azzurro. E' vivacemente colorato, grazie alle numerose cellule, dette cromatofori (responsabili del colore giallo. arancio, rosso) o iridofori(colore blu e verde) o melanofori (colore nero), presenti sulla su tutta la superficie del suo corpo e cambia la livrea con l'età, trasformandosi anche da maschio in femmina.

Ha il dorso giallo arancio, il corpo di colore blu scuro, bordato di blu elettrico sulle pinne simili ad ali; alcuni hanno un caratteristico anello blu cobalto intorno agli occhi. In genere raggiunge la lunghezza di 10cm. E’ un animale territoriale che vive solitario, eccetto che durante il periodo riproduttivo. Nuota in mdo lento ed elegante, sempre con il ventre vicino al fondo e in prossimità dei coralli, che costituiscono per lui una sicura protezione dai predatori: svolgono la funzione di vere e proprie "bambinaie", soprattutto per gli esemplari ancora piccoli. Si nutre di piccoli invertebrati e alghe. Le uova vengono deposte liberamente in mare. Alcuni possono rivestire il ruolo di pesci pulitori con il compito di liberare gli altri pesci da fastidiosi parassiti. Si alimentano con una grande varietà di organismi vegetali e animali a seconda della specie, ma predilige mangime in grossi granuli o surgelato, artemie saline, chironomus ed anche gamberetti, sfoglie di alghe liofilizzate, foglie di insalata e di spinaci bolliti.

E' un pesce piuttosto delicato: ha bisogno di acqua ben filtrata ed aereata, trattata con ozono ed aggiunte regolari di oligoelementi e vitamine, così da prevenire l'instaurarsi di attacchi di oodinium (comparsa di macchioline farinose sulle squame) e la perdita dei caratteristici colori brillanti, conseguenza dei valori eccessivi di nitrati e fosfati; inoltre necessita di una vasca grande, in quanto nuota volentieri nel centro dell'acquario, ma anche di molte madrepore a formare nascondigli. Evitare di metterlo nell'acquario con invertebrati in quanto se ne ciba volentieri. Da http://www.ipsiasimoniliceogalilei.lu.it http://www.mondomaldive.it http://www.mare2000.it

lunedì 2 aprile 2007

IL PANDA GIGANTE

Il Panda è, in Cina, il simbolo della pace ed è anche, essendo specie in estinzione, il simbolo del WWF. E' un grosso orso bianco e nero con un muso buffo a causa delle macchie nere attorno agli occhi rotondi, enormi,di un colore scurissimo e vellutato. E' lungo 120/150cm, con un peso che varia fra 75-160kg e può vivere fino a 30anni.
La maggior parte del torace e del muso è bianca; schiena, orecchie, zampe e mantello sono di colore nero, la qual cosa gli permette di confondersi facilmente con i tronchi scuri degli alberi, su cui si arrampica velocemente ogni qualvolta si sente in pericolo. Non ha una buona vista, ma in compenso possiede mascelle così potenti da triturare il metallo! La zampa del panda è costituita di sei dita: cinque più il pollice.

Il panda gigante vive nelle foreste di bambù fra 1800 - 3000m d'altitudine nella Cina occidentale, in prossimità del limite oltre il quale il bambù non cresce (3500m). E' onnivoro e si nutre quasi esclusivamente di steli e di foglie di bambù: è un golosone patentato, visto che ne consuma oltre 15kg al giorno, e appunto per questo passa la maggior parte del tempo a tenere in movimento le possenti mascelle! In ogni caso non fa certo lo schizzinoso di fronte a pranzetti comprendenti lucertole, pesci o roditori, dimostrando un'attrattiva particolare per il latte.

Si arrampica sugli alberi, oltre che per difesa, anche per riposare o per inviare richiami sonori ai suoi simili, anche se non ha vita sociale movimentata: preferisce la solitudine. Nel periodo invernale, non andando in letargo, si ripara in tane ricavate dalle cavità di rocce sporgenti o in tronchi vuoti, dove si costruisce un giaciglio con gli steli di bambù.

La femmina può partorire 1-3 cuccioli, ma di solito solo uno sopravvive: la madre infatti alleva un solo cucciolo, probabilmente per risparmiare le energie. Si sa tuttavia di alcuni casi in cui la femmina ha allevato 2 cuccioli, di solito gemelli! In cattività, il cucciolo abbandonato viene nutrito artificialmente e curato imitando le gestualità affettiva della madre naturale, che sempre culla e coccola il suo piccolo.

I panda sono veramente in pericolo di estinzione: ne sono rimasti poco più di 1000 individui. Li stanno decimando la deforestazione del loro habitat e il bracconaggio. Si è cercato di liberare, per aumentare la specie, panda nati in cattività, ma con risultati deludenti: infatti molti, non conoscendo il territorio, incapaci perciò di procurarsi il cibo, sono deceduti per fame; altri sono ritornati spontaneamente negli originari allevamenti.


Ma come si fa a cacciare un battufolo così? Vero che non si conoscono molto bene i suoi comportamenti nella vita libera, ma in cattività si dimostra amichevole e festoso e non attacca né l'uomo né altri animali.

Grazie Eli, per questo tuo prezioso post...
Alcune foto prese da www.corriere.it

sabato 31 marzo 2007

LA TARTARUGA DALLE ORECCHIE ROSSE


La tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans)

Conosciuta anche col nome di Tartaruga della Florida, originaria del Sud degli Stati Uniti, la tartaruga dalle orecchie rosse può crescere fino oltre 30 cm. In libertà , nelle zone umide e paludose dell'America, può vivere circa 20 anni e in cattività, siccome è robusta e si adatta bene a vivere in un laghetto all’aperto per tutto l’anno, può anche arrivare a 40 anni di vita.
E' di colore verde scuro con linee gialle e caratterizzata da macchie rosse su entrambi i lati della testa. Ha occhi vividi , contornati da una linea verde fluorescente che la fa sembrare truccata . Le dita delle zampe posteriori sono unite da una membrana (come per le papere) poiché è un animale acquatico.
E’ pacifica e giocosa, ma da adulta tende a diventare aggressiva; si crogiola al sole: la temperatura ideale si aggira attorno a 26°- 27°. Allo stato libero si ciba di pesci , carne e vegetali; in cattività si nutre di mangime apposito o spesso, anche se non è la cosa migliore, di cibo per cani e gatti, più economico. Come tutti gli animali, ovviamente non è adatta ai bambini molto piccoli, anche perché, soprattutto se vive in condizioni antigieniche o stressanti, questa specie può divenire portatrice di Salmonellosi.A questo propsito è infatti buona regola, dopo avere maneggiato una tartaruga o aver toccato l’acqua in cui vive, lavarsi con cura le mani, per evitare il pericolo di contrarre infezioni.

Attualmente è vietata la sua importazione nei paesi dell'Unione Europea (Regolamento CE n° 338/97 del 09.12.1996), non perché sia in via d'estinzione, ma perché da anni vengono "scaricati" nei fiumi e nei laghi tantissimi esemplari, ormai adulti, che costituiscono una minaccia per la flora e la fauna locale. Come per i cani, quando non interessa più o è diventata troppo grossa per essere tenuta nelle abitazioni, la tartaruga dalle orecchie rosse "viene abbandonata al suo destino". Altro motivo da aggiungere ai tanti per i quali mi vergogno di appartenere al genere cosidetto "UMANO"!!!!

Da www.inseparabile.com e www.corpoforestale.it ...Grazie,Elisa per gli articoli che mi hanno permesso di donare a tutti questo post....

martedì 6 marzo 2007

ALASKA AVEVA OCCHI COME PERLE NERE...

...a forma di mandorla, vispi e ridenti. Si intravedeva appena ora, il nero di quegli occhi, sotto le palpebre semiaperte. Sembrava dormisse, non fosse stato per l'immobilità di quel petto candido e per quel filo di bava schiumosa che gli usciva dalla bocca. Il veleno non perdona. Eppure quel bocconcino di carne era così appetitoso, e talmente invitante che non era riuscito a resistergli. Sembrava che una mano buona l'avesse messo lì, apposta per lui che la passeggiata di quel pomeriggio e le corse, avevano reso in breve vulnerabile ai morsi della fame. Il sotto pancia ed il muso erano di un bianco luminosissimo, contrariamente al resto del mantello, di un colore sfumato, dal nero al grigio argenteo. Indossava un "cappotto" folto e pesante, Alaska, e stava così bene al freddo!

Le sue zampe, le sue "scarpe da neve", avevano dei ciuffetti pelosi tra le dita che gli consentivano una presa maggiore sul terreno ghiacciato. Era strutturato per non sentirlo il freddo, lui: lo piegavano solo temperature intorno a - 60°...
Dolce e giocherellone, aveva riconquistato la gioia di vivere quando il suo amico Paolo lo aveva portato via da quel canile così rumoroso, dove si sentiva tremendamente solo, insieme a tanti altri che condividevano il suo stesso destino.

La mano di Paolo gli aveva accarezzato il muso, quel giorno, attraverso l'inferriata, ed era stato subito amore. Socievole, docile e intelligente era adorato da tutti: le carezze dei bambini che incontrava lungo gli argini o nei parchi, nelle lunghe passeggiate giornaliere, gli procuravano grossi brividi di piacere in tutto il corpo e lo facevano sentire felice di essere nato....Era cresciuto forte e robusto. Adorava scavare buche ma il suo padrone sembrava non gradire e non assecondava questa sua passione. Strani esseri gli umani: li vedeva divertirsi maneggiando strani attrezzi, che puntavano verso il cielo e da cui uscivano tuoni assordanti e lampi, e non amavano un gioco così piacevole e rilassante come scavare una buca!...
Solo il piccolo padroncino, figlio di Paolo, condivideva questa sua passione e le sgridate che ne seguivano.

Lui non era un cane da guardia, visto che abbaiava raramente ed amava tutti: scodinzolava anche agli sconosciuti.
E poi le corse con Paolo, quando si allenava per la maratona! Nelle giornate più calde, però, preferiva passeggiare o sostare un pò all'ombra, in ozio o allontanando la noia col mordicchiare un bastoncino di legno, lasciando che a sudare fosse il suo padrone.
Quando cedeva al sonno, sognava.... sognava miriadi di slitte, quelle di cui tanto aveva sentito, cucciolo, parlare: le vedeva scivolare maestose sul ghiaccio e sulla neve, trainate da branchi di husky come lui; non capiva perché ma la slitta era nel suo cuore e nella sua anima. A volte , mentre se ne stava accovacciato, il muso appoggiato sulle zampe, riandava col pensiero a quando ascoltava affascinato nonno Whisky raccontargli dell'impresa di Togo e Balto, due eroi che nel 1925, con altri husky, erano stati utilizzati per trasportare medicine, in mezzo all'imperversare di una tempesta immane, agli abitanti della città di Nome http://en.wikipedia.org/wiki/Nome,_Alaska , nell'Artico, una zona molto disagiata e difficile da raggiungere, colpiti da un'epidemia di difterite.

Aveva sognato di diventare pure lui un eroe, ma non ne aveva avuto il tempo: di tempo per lui non ce ne sarebbe stato più. La crudeltà dell'uomo, ancora una volta, aveva avuto la meglio sulla vita e sulla natura. Veramente strani esseri gli "umani", e così imprevedibili le loro mani, capaci di donarti la vita e prendertela. Mani crudeli come quelle che avevano messo lungo la strada quel boccone avvelenato,non per lui ma per le volpi, così da poter tuonare indisturbate nell'aria nelle "divertenti" giornate di caccia.

N.B. Racconto liberamente ideato da un fatto vero, realmente accaduto. Spesso infatti animali domestici vengono avvelenati dai bocconi che i cacciatori sistemano nei pressi dei luoghi dove liberano, ad ogni inizio di stagione volatili da cacciare, per eliminare le volpi che sottrarrebbero loro le prede.Dicono che lo fanno per "proteggere la fauna locale!!!!!!!!!" Se questo è un uomo!!!!
( Piera conforto)

sabato 3 marzo 2007

L'ORSO POLARE NON SA...


...né perché, né come, né cosa, né quando, perché sapere è "avere cognizione di qualcosa per via di ragione" e agli orsi non è dato di sapere; ma da tempo percepiva, l'orso polare, quel brivido pungente scorrergli sotto la pelliccia, solitamente così calda e accogliente, ogni volta che volgeva il suo sguardo intorno. E subito gli premeva il cuore un bisogno: abbracciare con gli occhi quella immensa, candida, ghiacciata distesa, sempre meno distesa e sempre meno ghiacciata, per cercare coraggio e conforto.
Non capiva, l'orso polare, ma "sentiva" nello scorrere ritmato dei giorni e delle notti polari, che per lui quello era l'inizio di una inquietudine: qualcosa di sconosciuto, ma sicuramente malvagio, aveva iniziato ad intaccare, violandolo, il profondo e armonioso legame di amicizia esistente fra lui e quella candida distesa, il "suo" mondo da sempre, fino da quando, uscito di muso per la prima volta dalla tana scavata nel ghiaccio, non se ne era perdutamente innamorato.
Non capiva; ma ogni volta che si guardava intorno, sentiva serpeggiare sotto la sua calda pelliccia lancinanti e improvvisi brividi di paura e avvertiva pressante, dentro di sè, la sensazione che quel suo mondo presto lo avrebbe abbandonato e che, con questa separazione, sarebbe finita per lui ogni sicurezza.
...Sempre più spesso infatti era come se "il ghiaccio gli mancasse sotto le zampe"... Ecco perchè aveva imparato ad eseguire quegli straordinari lunghi balzi in avanti, per poter atterrare al sicuro su quella piattaforma di ghiaccio che, fino a ieri, sembrava irraggiungibile. Quante volte aveva rischiato di annegare! Ma il suo innato istinto gli aveva sempre concesso di continuare ad accarezzare con lo sguardo quel suo amato mondo.

La pace aveva abbandonato quei luoghi già con l'arrivo di quegli strani esseri, tanto tempo fa. Sorvolavano il suo candido mondo dal cielo o arrivavano dall'acqua, su piattaforme assordanti.Rivedeva suo padre lottare strenuamente per difendere, dall'invasione di quei mostri, la tana scavata nel ghiaccio, dove sua madre stava leccando e scaldando con la sua pelliccia il nuovo nato.

E ora rivolge lo sguardo atterrito, l'orso polare, a quelle piattaforme di ghiaccio che si allontanano sempre più...quelle distanze incolmabili fra lui e la sua amata candida distesa...E si dibatte, resistendo disperatamente ai morsi della fame che gli attanagliano lo stomaco. A volte è costretto a nuotare per chilometri e chilometri nelle acque gelide per raggiungere nuove banchine di ghiaccio, a caccia di cibo o di una "nuova abitazione"; nuotare fino a scoppiare, per non ritrovarsi pancia all'aria, gli occhi sbarrati, fissi al cielo; nuotare col cuore che gli batte impazzito nel petto per la fatica e per la speranza di poter tornare a sognare nelle lunghe e fredde notti polari....
(Piera Conforto)