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mercoledì 11 aprile 2007

LA BARRIERA CORALLINA DI PNEUMATICI

Nel 1972, al largo della Florida, erano stati affondati una quantità enorme di pneumatici, circa due milioni, che avrebbero dovuto servire a ricreare le condizioni necessarie a formare una barriera corallina. I copertoni, che erano trattenuti da fili di nylon e metallo, si erano ben presto sciolti dalla barriera e da anni se ne andavano alla deriva creando seri danni alla vera barriera corallina. Fallito l'esperimento rimane da recuperare circa 675.000 pneumatici: allo scopo sono stati stanziati circa 2 milioni di dollari. Il recupero è stato affidato agli allievi del corso di sub delle forze armate statunitensi; una volta raccolti, i copertoni saranno avviati al riciclo (costo 3 dollari al pezzo), all'incenerimento e alla discarica. .
www.ecoblog.it

venerdì 6 aprile 2007

ALLARME ROSSO

BRUXELLES - Le cifre della catastrofe non erano ancora state delineate con sicurezza né con tale precisione, ma erano già note da tempo. Si trattava di prenderne atto per davvero, di riconoscere a livello mondiale quanto gli scienziati e gli studiosi del campo, Al Gore compreso - "un pazzo", aveva detto di lui Bush: spero che Al Gore gli faccia causa :-)!- sostenevano da tempo: non erano fantomatiche invenzioni, le loro, o "terrorismo puro" come definito da tanti.
Ecco in sintesi i 13 punti che, secondo gli esperti riuniti in un summit a Bruxelles, hanno fatto scattare l'allarme rosso per il pianeta Terra:
1) Molti sistemi naturali in varie zone del pianeta stanno già subendo gli effetti causati da cambiamenti climatici regionali, in particolare aumenti di temperature.
2) Un grande numero di dati raccolti ha confermato che il riscaldamento globale, causato dalle attività dell'uomo, influenza molti sistemi fisici e biologici.
3) Un aumento della temperatura media globale del pianeta di 2-2,5 gradi porterà inevitabilmente ad una riduzione della produttivita' agricola e delle risorse idriche in vaste aree, con le conseguenze facilmente intuibili per la vita degli esseri viventi, e numerosi altri cambiamenti.
4) Qualora l'aumento della temperatura media globale superasse i 3,5 gradi renderebbe vulnerabili a tal punto sistemi naturali ed umani da rendere impossibile l'attuazione di misure di adattamento.
5) Importanti ecosistemi tipo tundra e foreste boreali, ecosistemi mediterranei, mangrovie, barriere coralline, aree costiere, risorse idriche e regioni secche delle basse e medie latitudini, agricoltura in regioni nella basse latitudini e la salute umana saranno duramente colpiti dall'impatto con i cambiamenti climatici.
6) Alcune regioni del pianeta, le più povere ovviamente, saranno piu' colpite delle altre: l'Artico, l'Africa (in particolare la regione sub-sahariana), le piccole isole e i mega-delta asiatici (Gange-Brahmaputra, Zhujiang).
7) Entro la meta' di questo secolo la portata media di tutti i fiumi del globo e la disponibilita' idrica potranno aumentare di circa il 10-40% nelle alte latitudini e in alcune aree umide dei tropici, ma diminuiranno del 10-30% nelle regioni alle medie latitudini e in alcune altre parti dei tropici gia' sotto water-stress. Chiaro perciò che rischi dal riscaldamento globale non riguardano solo l'ecosistema, ma anche la salute dell'uomo.
8) Le aree colpite da siccita' aumenteranno come aumenteranno gli eventi di piu' intensa precipitazione e quindi il rischio di inondazioni. In Africa entro il 2020 75-250 milioni di persone saranno esposte ad un forte aumento di water-stress.
9) Rischio di estinzione per circa 20-30 % delle specie vegetali ed animali se la temperatura media globale sarà di oltre 1,5-2,5 gradi. Australia e Nuova Zelanda, secondo le priezioni climatiche, risultano le zone più soggette al fenomeno.
10) L'aumento dell'acidificazione degli oceani, a causa della sempre maggiore quantità nell'aria di anidride carbonica, annienterà organismi marini come i coralli e le specie ad essi collegate.
11) Alle basse latitudini la produttivita' agricola tendera' a diminuire, anche se la temperatura media globale aumentasse di solo 1-2 gradi.
12) Le zone costiere saranno esposte ad un maggiore rischio di erosione, in quanto i cambiamenti climatici porteranno ad un innalzamento del livello globale marino.
13) Gli impatti sulla salute poi prevedono uno scenario drammatico, soprattutto per le popolazioni più povere, che già stavano lottando da una vita per avere il minimo per sopravvivere: aumento della malnutrizione e dei rischi di malattie infettive e respiratorie, aumento di mortalita' a causa di eventi piu' estremi come onde di calore, alluvioni, tempeste e siccita', aumento della frequenza delle malattie cardio-respiratorie a causa dell' aumento delle concentrazioni di ozono a livello superficiale.
Non illudiamoci: non c'è angolo del pianeta che verrà risparmiato.

sabato 24 marzo 2007

ACQUA, DOVE SEI?

Roma, 20 marzo 2007

"Dal Gange al Danubio, i fiumi più grandi del mondo si stanno asciugando inesorabilmente. Con conseguenze disastrose. Lo annuncia un rapporto presentato oggi dal Wwf internazionale a Gland, in Svizzera, a pochi giorni dalla GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA, IN CALENDARIO IL 22 MARZO".
http://www.repubblica.it