domenica 25 marzo 2007

I MURSI

Di etnia etiope, bellicosissimi a tal punto che non si separano mai dai loro kalachnikov, i Mursi abitano la valle dell'Omo nel Mago National Park .
I maschi hanno i volti dipinti di ocra e di polvere bianca, polvere di ferro e di carbone e i corpi ricoperti di scarificazioni a forma di ferro di cavallo: ognuno di essi ricorda un nemico ucciso; quindi più sono visibili cicatrici e più il guerriero è forte e valoroso.


Le donne Mursi da bambine praticano un taglio parte a parte del labbro inferiore (anche del lobo dell'orecchio, usanza questa diffusa negli anni '80 anche in Occidente tra i punk)), dove viene inserito un pezzetto di legno appuntito prima e un piattello di bambù poi, che aumenta gradatamente di diametro. Ad un certo punto il piattello di bambù viene sostituito da uno in terracotta che arriverà, alla fine delle progressive sostituzioni, a raggiungere il diametro di circa 20 cm. Per evitare che il piattello, per il suo peso, cada verso il basso, si estraggono "artigianalmente" gli incisivi inferiori. In questo modo lo si fa poggiare sul palato, permettendogli di mantenersi in posizione orizzontale.


Questa usanza crea notevoli difficoltà nella pronuncia delle parole, e quindi nella comunicazione verbale, oltre che nell'alimentazione in quanto, rimosso il piattino, rimane penzoloni sul mento un enorme labbro che non aiuta a trattenere il cibo nella bocca, con le conseguenze facilmente immaginabili...
Per fortuna le nuove generazioni si rifiutano di sottoporsi ad una simile tortura!!!
Fonte: Gianni Giansanti "Ultima Africa"

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mamma mia, che coraggio!!!
Io non mi sottoporrei mai a tali torture, ma penso che tutto ciò faccia parte della loro cultura...
Ho letto un libro riguardante un etnologo che faceva riferimento alla cultura...Diceva che tutto è relativo, ciò che da noi è normale come farsi un pearcing in altri popoli è considerato follia, perciò quello che loro fanno è parte della loro cultura, e per loro è comèpletamente normale...
Però credo che abbiano una soglia del dolore molto alta...TUTTO E' RELATIVO!!!!! ELISA

fefe ha detto...

mamma mia ragazzi..che strazio, che dolore!!!..Questa pratica fa parte certo della loro cultura, tuttavia penso sia estremamente dolorosa...
Fan bene le nuove generazioni a rifiutarsi..
Mi sbaglio o MOLTO SPESSO questa e molte altri tipi di pratiche vengono eseguite solo nella femmina..?!?.!!La donna è sempre la più tormentata secondo la mia modesta opinione.
Comunque molto interessante questo post, e le immagini han contribuito realmente alla conoscienza di questa arcaica cultura.

SoleilSoledad ha detto...

comunque ci sono ancora ragazzine che praticano questa usanza, sai Fede? La cosa bella è che ORA POSSONO SCEGLIERE, mentre un tempo era un obbligo per tutte! Vero che erano sempre le donne ad essere sottoposte a queste " costrizioni fisiche"...ma in questo caso erano, sembra, motivate dal fatto che il loro collo allungato scoraggiava gli uomini degli altri villaggi ad interessarsi a loro: un modo di salvaguardare la continuità della loro tribù: E credo davvero che nel periodo del colonialismo queste donne spaventassero e quindi facessero desistere i bianchi dal farle schiave presso di loro.E quindi questa usanza era un modo per difenderle e proteggerle.