sabato 3 marzo 2007

L'ORSO POLARE NON SA...


...né perché, né come, né cosa, né quando, perché sapere è "avere cognizione di qualcosa per via di ragione" e agli orsi non è dato di sapere; ma da tempo percepiva, l'orso polare, quel brivido pungente scorrergli sotto la pelliccia, solitamente così calda e accogliente, ogni volta che volgeva il suo sguardo intorno. E subito gli premeva il cuore un bisogno: abbracciare con gli occhi quella immensa, candida, ghiacciata distesa, sempre meno distesa e sempre meno ghiacciata, per cercare coraggio e conforto.
Non capiva, l'orso polare, ma "sentiva" nello scorrere ritmato dei giorni e delle notti polari, che per lui quello era l'inizio di una inquietudine: qualcosa di sconosciuto, ma sicuramente malvagio, aveva iniziato ad intaccare, violandolo, il profondo e armonioso legame di amicizia esistente fra lui e quella candida distesa, il "suo" mondo da sempre, fino da quando, uscito di muso per la prima volta dalla tana scavata nel ghiaccio, non se ne era perdutamente innamorato.
Non capiva; ma ogni volta che si guardava intorno, sentiva serpeggiare sotto la sua calda pelliccia lancinanti e improvvisi brividi di paura e avvertiva pressante, dentro di sè, la sensazione che quel suo mondo presto lo avrebbe abbandonato e che, con questa separazione, sarebbe finita per lui ogni sicurezza.
...Sempre più spesso infatti era come se "il ghiaccio gli mancasse sotto le zampe"... Ecco perchè aveva imparato ad eseguire quegli straordinari lunghi balzi in avanti, per poter atterrare al sicuro su quella piattaforma di ghiaccio che, fino a ieri, sembrava irraggiungibile. Quante volte aveva rischiato di annegare! Ma il suo innato istinto gli aveva sempre concesso di continuare ad accarezzare con lo sguardo quel suo amato mondo.

La pace aveva abbandonato quei luoghi già con l'arrivo di quegli strani esseri, tanto tempo fa. Sorvolavano il suo candido mondo dal cielo o arrivavano dall'acqua, su piattaforme assordanti.Rivedeva suo padre lottare strenuamente per difendere, dall'invasione di quei mostri, la tana scavata nel ghiaccio, dove sua madre stava leccando e scaldando con la sua pelliccia il nuovo nato.

E ora rivolge lo sguardo atterrito, l'orso polare, a quelle piattaforme di ghiaccio che si allontanano sempre più...quelle distanze incolmabili fra lui e la sua amata candida distesa...E si dibatte, resistendo disperatamente ai morsi della fame che gli attanagliano lo stomaco. A volte è costretto a nuotare per chilometri e chilometri nelle acque gelide per raggiungere nuove banchine di ghiaccio, a caccia di cibo o di una "nuova abitazione"; nuotare fino a scoppiare, per non ritrovarsi pancia all'aria, gli occhi sbarrati, fissi al cielo; nuotare col cuore che gli batte impazzito nel petto per la fatica e per la speranza di poter tornare a sognare nelle lunghe e fredde notti polari....
(Piera Conforto)

5 commenti:

fefe ha detto...

Estremamente reale tua prosa..estremamente coinvolgente e forte. Questi strazianti fenomeni stanno aumentando a dismisura...e anche questo è una delle conseguenze del surriscaldamento della Terra.

Anonimo ha detto...

Buongiorno!!
Sono Victoria della 3a f del carducci e ho "scoperto" questo sito grazie a mia sorella Emma(della 1a c zanchi)!! Mi è piaciuto moltissimo la prosa sull'orso polare e il suo amato ambiente che sta sparendo...mi ha fatto riflettere su come l'uomo sta in qualche modo modificando tutto per magari trarre qualcosa di "artifiaciale" ma senza un vero e proprio obbieetivo!! Non so se capisce quello ch voglio dire :-)
Mi commuove pensando a loro senza una loro casa! Gli uomini che interferiscono sulgli ambienti naturali degli animali veramente non li soppprto e vorrei veramente se la loro casa venisse distrutta cosa farebbero!! Continuui con queste cose interessanti e molto riflessive!!
Lei è bravissima...
Vicky
p.s: buon week-end

SoleilSoledad ha detto...

fefe, purtroppo c'è credo da recuperare la capacità dell'uomo di "sentire" per poter partecipare del "sentire" degli altri esseri umani...Purtroppo siamo talmente abituati a "sentire parole" che non ci toccano il cuore!!!...a vedere così tanti e tali disastri da rimanere indifferenti a quello che ci capita intorno, anche a causa di un sempre accentuato senso di inadeguatezza e di impotenza nella risoluzione dei problemi...come ti dicevo bisogna ricominciare ad educare al GIUSTO piuttosto che al CORRETTO, al BUONO invece che al BELLO....

Anonimo ha detto...

secondo me noi abbiamo causato tutto,e purtroppo anche gli altri animali soffrono per causa nostra...ma sono contenta che esistono persone come lei,professoressa che pensano al futuro della terra...molti non si preoccupano nemmeno,pensano solo a se stessi e no alìgli altri.Sono tanto felice che la abbia conosciuta professoressa...e spero che ci siano altri come lei...

Anonimo ha detto...

Professoressa questa prosa è coinvolgente e fa capire la crudeltà dell'uomo!!!Questi eventi purtroppo sono sempre più frequenti, sono contenta che qualcuno abbia il coraggio di spiegare e enunciare come dice la mia prof di matematica(non faccio nomi) questi "eventi", se li vogliamo chiamare così!!!!!!!!
Continui a sorprenderci con questi testi... GRAZIE ELISA DI 2B