lunedì 26 marzo 2007

CI HANNO DETTO...

ci hanno detto che il mondo è piccolo.
ce l'hanno mostrato in tv, con internet, con i
collegamenti satellitari.
che se la guerra scoppia in iraq, sono gli
occidentali ad armarsi.
ma questo annullamento delle distanze è servito
loro soltanto
per suggerirci l'esauribilità delle risorse.
l'hanno usato per metterci la paura che un mondo
non sia abbastanza.
l'hanno usato per vendere di più, a maggior prezzo,
facendoci sentire sempre in bisogno,
quando abbiamo soddisfatto tutti i nostri bisogni
da un pezzo.
ci hanno tenuto costantemente in stato di allarme
come fosse imminente una catastrofe nucleare,
spingendoci ad un'immotivata caccia all'accumulo,
all'incremento delle scorte,
facendoci sentire autorizzati, come in stato di
necessità, a salvare noi stessi
senza curarci della morte di altri.

ci hanno detto che il mondo è piccolo, che siamo
tutti vicini.
ma è servito soltanto all'ideologia del dominio
per renderci acquiescenti a una guerra
senza regole come la guerra fra i condomini di un
edificio, che sono intimamente convinti di essere gli unici
legittimi proprietari dell'intero immobile
e gli altri solo occupatori abusivi da mandar via
a tutti i costi
e si rigano la macchina, si spiano, si fanno i
dispetti, e tutto è permesso.
nessuno ci ha spiegato che anche a nairobi il papà
mette una mano sulla testa di suo figlio
e ne è orgoglioso. nessuno ci ha detto quanto, in
fondo, ci somigliano.non nei vestiti, nel suono della lingua, nei
colori, ma in quello in cui siamo uguali tutti,
nell'essere umani.

ci hanno detto che i nostri vicini sono il nemico.
così a dimenticare d'essere umani ci ha insegnato la paura.
e così a loro, che ci guardano come fossimo il nemico.
ci guardano come un bambino geloso guarda il
fratello appena nato, perchè pensa che il cuore
del mondo non sia
grande abbastanza per amarci tutti.
che allora bisogna combattere gli uni contro gli altri
per conquistare
quest'amore e tenerlo tutto per noi, che canti in
una gabbia.
ma non c'è cuore di madre che ami un figlio soltanto.
condividere è vivere.
(Commento di mia figlia GIO al post "ACQUA DOVE SEI?" ...Grazie di cuore Gio

3 commenti:

fefe ha detto...

Accidenti..che post!!
Ogni parole è amore, profonda umanità, rispetto, saggezza.
Sono diverse le cose che m'hanno colpito; per esempio quando dici che ci sentiamo autorizzati a salvare noi stessi senza curare della morte di altri..
Hai ragione..molto spesso guardiamo alla vita come noi unici abitanti di essa, non badiamo alle grida di dolore che gli altri emettono;badiamo solo alle nostre esigenze, alla nostra felicità. E ci prendiamo cura della nostra incolumità, non apriamo gli occhi all'infinito mondo che c'è attorno a noi..
Riteniamo che il mondo sia per noi, e non che noi siamo per il mondo.Invece secondo la mia opinione siamo noi immanenti al mondo..è lui la materia che ospita i nostri corpi.
Pensiamo di avere l'universo fra le mani...invece siamo solamente puntini in una fra le milioni di galassie.
Altro punto al quale si dovrebbe dedicare un Blog intero..:-)..è l'ideologia del dominio...
E' vero..siamo troppo remissivi, consenzienti alla guerra, alla violenza..forse perchè ormani questi spregevoli mali fanno parte della quotidianità.Infatti non vi è Tg che non parli di guerra..ormai il nostro corpo ha formato gli anticorpi..ed è stato abituato alla vista di quelle terribili immagini..
Le parole che molto spesso odo sono: "Ah..vabbè tanto la guerra è distante da quà.."
IPOCRITI..SUPERFICIALI..!
Queste affermzioni a mio avviso, sottolineano la demenza, il menefreghismo, la mancanza di cultura.
Non vi è terra che non abbia toccato guerre, violenze, odio..
Inoltre la guerra può essere fatta anche fra un terrazzo e l'altro..come tu hai detto..
La guerra, la sofferenza, colpiscono non solo quelli che sono distanti miglia da noi..ma anche chi abbiamo accanto..e non ce ne accorgaiamo, perchè siamo troppo gelosi della nostra incolumità, della nostra materialità.
Grazie Giorgia di questo Post, Sei proprio come tua madre..riuscite sempre a colpire il bersaglio..e non sbagliate mai, arrivate al centro senza sbavare.
Complimenti..sei un grande esempio per tutti noi.

Anonimo ha detto...

cara fefe, scusa se la mia risposta si è fatta tanto aspettare.. ma hai ragione a dire che siamo puntini in una fra le millioni di galassie.. questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che, di fronte all'infinito, siamo davvero come dirimpettai in un piccolo condominio.. e che se uno di noi prende senza criterio il cibo, la luce, l'acqua, il gas senza curarsi se anche il vicino ne abbia abbastanza, e soprattutto senza calcolare il modo migliore per far durare cibo, luce, acqua e gas che abbiamo a disposizione il più a lungo possibile, presto o tardi le riserve che abbiamo in cantina e nelle bombole finiranno per tutti, per alcuni prima e per alcuni dopo, ma comunque troppo presto.. perchè non ci sarà nessun lattaio, nessun omino dell'elettricità che verrà a rifornirci appena abbiamo finito di sperperare tutte le risorse che ci sono state assegnate! ho detto che condividere è vivere.. ma è anche imparare a vivere, più a lungo, e meglio.. uno pensa che se ha tutto e tiene tutto per se sottraendolo agli altri è più ricco, e vive meglio, così ci hanno insegnato.. ma pensa al riccone avaro che nasconde i suoi soldi sotto il materasso: ogni notte non può dormire perchè al minimo rumore si sveglia pensando che stiano per arrivare i ladri, ha il terrore che gli portino via quello che ha. e ha paura perchè dentro di sè sa benissimo che quello che ha non è quanto secondo giustizia ed equità gli spetta.. invece dovrebbe essere come quando gli amici fanno una sorpresa a uno della compagnia, che passava la sera tutto solo nei suoi pensieri..e non è che lui abbia proprio il frigo pieno per una simile evenienza, ma assieme riescono lo stesso a organizzare una cenetta con quello che c'è per tutti, perchè nessuno resti con fame.. e intanto che cucinano, li senti cantare e scherzare insieme.. siamo capaci di farlo, lo facciamo ad ogni festa, nelle nostre case.. dovremmo solo convincerci che la nostra casa non sono solo quelle quattro mura che ci fanno riposare protetti nella notte in città, ma che le strade, i deserti, il ciglio di tutti i fiumi del mondo, le montagne rocciose, le isole più fredde, le metropoli più affollate, sono altrettante stanze della nostra casa, anche se non siamo ancora riusciti a vederle tutte.. ma è con questo spirito di famigliarità e curiosità, e non di paura e diffidenza, che dovremmo pensare ad esse..
non è facile, ma a differenza del male, che non crea e non si trasmette, ma è solo immanente in noi come un mostro sotterraneo che dorme e ogni tanto si risveglia, il bene è come un contagio: passa di persona in persona, è vivo, è una forza che trascina, basta che uno
lo prenda e gli verrà voglia di passarlo a un altro, e questo a un altro, e a un altro ancora, come quando navighi in internet e passi da un sito all'altro e puoi arrivare lontanissimo, fino all'altro capo del mondo, così, finche un bel giorno saremo contagiati tutti..

Anonimo ha detto...

Caspita che parole!!!
Io sono senza parole, COMPLIMENTI dal profondo!!!Elisa